
Importante provvedimento giudiziale ottenuto dallo Studio Legale dell’Avvocato Antonio De Angelis.
Il TAR del Lazio, con ordinanza del 28 ottobre 2024, ha accolto la domanda cautelare di ammissione alla classe successiva (la quarta) di una studentessa con DSA (disturbo specifico dell’apprendimento) che a giugno del 2024 non era stata ammessa all’anno successivo di Liceo, avendo riportato voti insufficienti in 6 materie.
La studentessa aveva contestato la non corretta attuazione del PDP, il piano didattico personalizzato; il piano, che deve essere redatto all’inizio dell’anno scolastico, prevedeva che alla studentessa, in considerazione del disturbo diagnosticato, dovessero esserle sottoposte delle prove di verifica personalizzate.
Quasi tutti i docenti si erano però limitati a ridurre il contenuto delle prove di verifica, senza provvedere ad una effettiva personalizzazione che, in alcune materie, è invece determinante.
Il TAR del Lazio, con l’importante provvedimento, ha evidenziato la violazione del piano didattico personalizzato, e disposto che la studentessa venga ammessa a frequentare la classe successiva, “congelando” così la bocciatura.
“Purtroppo capita molto frequentemente che agli studenti con disturbi specifici dell’apprendimento i docenti, spesso non adeguatamente preparati a gestire correttamente l’attuazione dei piani didattici personalizzati, si limitino a ridurre di qualche riga la versione di latino o di qualche esercizio la prova di matematica” afferma l’Avvocato Antonio De Angelis, che insieme all’Avv. Daniele Proietti ha difeso in giudizio la studentessa “senza rendersi conto che non è sufficiente ridurre le prove di verifica, ma è invece necessaria una vera e propria personalizzazione della prova, in base al tipo di disturbo”.
“E’ fondamentale” conclude l’Avv. De Angelis “ che il Ministero dell’Istruzione preveda una formazione specifica per i docenti, finalizzata ad una corretta redazione e soprattutto ad una corretta attuazione dei piani didattici personalizzati. Negli ultimi anni sono stati fatti passi in avanti, ma c’è ancora tanto lavoro da fare per la tutela degli studenti con DSA”.
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