
Importantissima vittoria dell’Avvocato Antonio De Angelis davanti al Consiglio di Stato. Con l’ordinanza n. 4685/2026, pubblicata il 5 novembre 2026, la Settima Sezione ha accolto l’appello di 27 giovani medici, partecipanti al concorso nazionale per l’accesso alle Scuole di Specializzazione Medica 2026, e ha ribaltato la decisione con cui il TAR Lazio aveva respinto la loro domanda cautelare.
Il Ministero dell’Università e della Ricerca dovrà ricalcolare il punteggio dei ricorrenti sul quesito n. 34, riconoscendo loro il punteggio previsto per la risposta corretta ed eliminando la penalizzazione applicata per aver risposto “nessuna profilassi”. Una decisione destinata a produrre effetti sull’intera graduatoria nazionale e su migliaia di giovani medici.
Cosa è successo
Nella prova del concorso SSM 2026, il quesito n. 34 chiedeva di indicare la condotta corretta “secondo le linee guida” in un caso clinico di gravidanza. Il Ministero ha considerato esatta una sola risposta e ha penalizzato chi aveva scelto “nessuna profilassi”.
Perché abbiamo fatto ricorso
Abbiamo sostenuto che, per il caso clinico descritto, le linee guida non raccomandano alcuna profilassi. La risposta scelta dai nostri assistiti non poteva quindi essere considerata errata, né liquidata come un semplice “distrattore”.
Cosa ha deciso il Consiglio di Stato
Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello e ha condiviso le nostre ragioni. In particolare, i giudici hanno stabilito che la tesi dei ricorrenti non è erronea: la risposta “nessuna profilassi” non può dirsi certamente sbagliata;
Per l’effetto, il Ministero dovrà rideterminare in via provvisoria il punteggio dei ricorrenti, ai fini della fase di scelta.
Una vittoria che riguarda migliaia di giovani medici
Si tratta di una decisione di grande importanza, che va ben oltre i 27 ricorrenti. Il quesito n. 34 era identico per tutti i partecipanti e la graduatoria delle Scuole di Specializzazione è unica a livello nazionale. Ogni punteggio ricalcolato sposta le posizioni e incide sull’accesso a scuole e sedi per migliaia di candidati.
Soprattutto, il principio affermato dal Consiglio di Stato vale per tutti i medici che hanno risposto “nessuna profilassi” e sono stati penalizzati. Si tratta di migliaia di giovani professionisti che oggi possono far valere le stesse ragioni.
È anche una conferma importante sul piano dei principi: chi partecipa a un concorso pubblico ha diritto a domande chiare, con una sola risposta corretta. Quando l’amministrazione formula un quesito ambiguo, il rischio non può ricadere sui candidati.
E adesso?
Il Ministero è tenuto a dare esecuzione all’ordinanza, ricalcolando il punteggio dei ricorrenti.
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